Pubblicato nel 1774 e poi, rivisto, nel 1787, I dolori del giovane Werther è un romanzo epistolare che racconta, in una prosa allo stesso tempo lirica e limpida, la vicenda di Werther, un giovane artista dotato di una sensibilità acuta e avverso alla mentalità retriva dell’alta società. Trasferitosi in una piccola città della provincia tedesca alla ricerca di una vita semplice a contatto con la natura, si innamora di Lotte, personaggio che rappresenta l’angelo del focolare per eccellenza; questa è però promessa ad Albert, un borghese arido e razionale, agli antipodi del protagonista. L’amore di Werther per Lotte assume i caratteri di un’estrema idealizzazione, in cui l’oggetto idealizzato diventa sacro, intoccabile. L’impossibilità di questo amore appare anzi ciò da cui il giovane trae narcisisticamente voluttà: l’amore di Werther per il suo amore sembra essere più forte dell’amore stesso. Questo sentimento, però, lo getta in quel tedio che Goethe definiva «il male peggiore» della modernità e lo trascina in una spirale autodistruttiva. Ispirata alla storia di Karl Wilhelm Jerusalem, morto suicida la notte tra il 29 e il 30 ottobre 1772, e all’incontro che Goethe stesso ebbe con Charlotte Buff, promessa sposa dell’amico Johann Christian Kestner, durante il soggiorno a Wetzlar nell’estate del 1772, quest’opera ebbe un successo clamoroso ed esercitò una forte suggestione su intere generazioni di giovani, affermandosi come il capolavoro dello Sturm und Drang e il libro fondante del Romanticismo.